COME CLOSE – The idea

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del senso e della cura

COME CLOSE è un invito, un sussurro, l’inizio di una storia.

La volontà di usare l’arte come una lente, capace di cogliere i dettagli, con una messa a fuoco che ci permetta di immaginare diversamente la realtà che abitiamo.

Avvicinandoci siamo in grado di leggere tra le righe, dentro e oltre le parole.

In bilico tra la linea sottile dell’intimità e la soglia tra spazio pubblico e privato.

Avvicinarsi implica fare spazio: il festival di quest’anno nasce dall’esigenza di rileggere e ridisegnare i rapporti di prossimità, il senso del «bene comune», del «noi», e dell’abitare insieme in uno spazio che diventi “pubblico” e “del pubblico”.

Possiamo immaginare un senso di appartenenza ai luoghi, di condivisione tra le persone che vada oltre la proprietà?

Lo stesso progetto artistico di quest’anno nasce in collaborazione con 4 artisti, Michele Di Stefano, Leonardo Delogu, Veridiana Zurita e Friso Wiersum, con i quali il festival ripensa il suo spazio e il suo tempo, non solo come corpo di spettacoli, ma come co-creazione di paesaggi da animare insieme, con la città e i cittadini come protagonisti nella condivisione di cibo, storie e oggetti.

Cosi il festival diventa una partitura collettiva, un coro e una narrazione dal basso.

I nostri sogni diventeranno una biblioteca, le nostre piante domestiche daranno vita ad una foresta stato, la nostra comunità sarà così forte da attrarre la luna al centro della nostra piazza principale.

 

dei ”paesaggi” e degli artisti

Due paesaggi saranno gli scenari immaginari attraversati dal festival: The museum of the moon, una gigantesca luna che atterrerà al CAOS e illuminerà il vicinato e Garden State, una foresta addomesticata che ricomporrà la geografia della città. All’interno di questa natura artificiale condivideremo percorsi di visione, azione e partecipazione: danze e incursioni in miraggi esotici, camminate all’alba e al tramonto come nuovi rituali e momenti quotidiani legati al cibo trasformati in tappe non ordinarie.

Avvicinarsi sarà. quindi anche un atto di stupore e scoperta, per vedere meglio o rimettere a fuoco: questo investimento sullo sguardo come atto di comprensione e ricomposizione della realtà quotidiana e della città che scorre sotto i nostri occhi rappresenta una nuova ecologia dell’ascolto capace di riscattare suoni nascosti e mondi sotterranei.

Accettata questa sfida alla prossimità e alla scoperta, cosa scriviamo insieme in questi spazi del possibile?

Questo sarà il Festival 2017, una chiamata a unire le nostre immaginazioni per riscattare l’idea del declino e dell’impossibilità di produrre cambiamento. Un’energia positiva che nasce solo dalla presenza di una folla.

Nel silenzio della luna ci chiediamo spesso, se un albero cade nella foresta e nessuno è lì per sentirlo, fa rumore?

 

Linda Di Pietro e Chiara Organtini
Terni Festival

 

 

On the sense and the cure COME CLOSE is an invitation, a whisper, maybe the beginning of a story.

We want to use Art as a magnify lens, to catch details and zoom in so to reimagine our current reality. Coming closer we can read in-between lines, inside or beyond words.

On the tight rope of intimacy, on the threshold of public and private spaces.

Come close means to make space: this edition moves from the need of redesigning and understanding differently the idea of common good, the concept of “us”, the sharing of a space that become public and belongs to the public. Can we imagine sense of belonging that is not linked to property?

The artistic project itself in 2017 is developed in collaboration with 4 artists, Michele Di Stefano, Leonardo Delogu, Friso Wiersum and Veridiana Zurita , with whom the festival rethinks its space and time, not only as a body of programmed works, but as a co-creation of environment to activate together, with the participation of the city and the people that share food, stories and objects. The festival turn into a collective pattern, a choir and a bottom up narrative: our dreams become a library, our plants give life to a GARDEN STATE, our community so powerful to defeat gravity and attract the moon.

On the landscapes and the artists Terni Festival will cross two imaginary landscapes: The museum of the moon, a titanic moon landed on main CAOS square to enlight the neighborhood and GARDEN STATE, a domestic forest that will rephrase our city geography.

In this artificial nature we will share visions, actions and participation: dances, exotic mirages, sunrise and sunset walks as new rituals and daily meal turn into extraordinary event.

Come close will be an act of wonder, to rub our eyes and refocus: working on the sight as a way to understand, catch and recompose the daily life of a city before our eyes offers a new ecology of listening, able to voice hidden sounds and let subterranean worlds emerge. Once we accept the challenge of being close and open to new discoveries, what will we write together in these space of possibilities?

This is Terni Festival 2017 message, a call to join our imaginations to redeem the feeling of decline to overcome the idea of an impossible change: a flew of energy that only a crowd can activate. In a silent moonlight we keep on wondering:”If a tree falls in a forest and no one is around to hear it, does it make a sound.

 

Linda Di Pietro e Chiara Organtini
Terni Festival