ANGELA PALMARELLI (IT)
GEOARCHEOGRAFIE

Condividi

Proseguendo una ricerca iniziata da anni, l’artista presenta qui le tappe più recenti del suo lavoro in cui la protagonista è la Terra nel suo continuo evolversi di depositi e erosioni, l’azione alterna del coprire e del disvelare. Questi processi geologici trovano nella polle d’acqua, nelle foci e negli estuari, nelle faglie e nelle fratture i propri protagonisti: son questi che danno vita ad un lavoro di scrittura paziente che solo chi sa leggere i suoi caratteri riesce ad interpretare. Con questi caratteri arcaici, primordiali, la natura lascia traccia di un messaggio che ha preceduto di miliardi di anni la comparsa dell’uomo sulla Terra e che continuerà certamente dopo la sua scomparsa.

Collegato all’idea di un lento, continuo fluire, il progetto prevede l’installazione di più opere in gres e terracotta – tutte inedite e pensate e realizzate a misura degli spazi museali- quasi altrettanti fogli ideali di un libro che racconti i cambiamenti morfologici che spesso preludono alle scoperte archeologiche.
Il visitatore viene guidato in un percorso che si snoda lungo il cardine centrale del Museo, partendo dalla fine, a ritroso, lungo il tracciato di uno degli innumerevoli corsi d’acqua che da sempre caratterizzano il territorio di Internamnae.

 

 

Following her long term artistic research, the artist presents here the most recent stages of her work whose of main character is the Earth in its continuous evolution, its deposits and erosions in a consistent covering and revealing movement. These geological processes presents puddle of water, foci and estuaries, faults and in the fractures as element of a calligraphic effort that needs to be carefully read. With these archaic writing, nature leaves a message billions of years before mankind appearance on Earth and that will still remains even after him.

In a slow and consistent flow, the exhibition presents artwork in stoneware and terracotta – and creates a journey that lead the visitor back in time, till the origin of the city and the inhabitants of the original Internamnae land.

Share